Atto primo - Giovedì mattina (by Pigrazia)
Mi sa che l’ho fatta grossa…
Davide va a scuola con lo schoolbus, che viene a prenderlo sotto casa. È un mezzo piccolino ma i bambini sono pochi e quindi i posti, a due a due, sono generalmente riempiti da un solo lato e dopo un mese di scuola sono pressoché sempre gli stessi.
Quando lo porto dentro per allacciargli la cintura (che qui c’è il divieto categorico di mettere le mani vicino alle gambe dei fanciulli, figuriamoci in mezzo) nel bus ci sono solo tre bambine, che puntualmente saluto ricambiata da un sorriso prima timido e ora piuttosto divertito.
O. era in classe di Davide l’anno scorso, ora condividono solo lo stesso bus ma lei ha sempre il debole, anche se Davide la considera più o meno una sorellina. La bambina di solito siede nei due posti dall’altra parte del corridoietto, che oggi mentre entravo ho visto liberi.
“O. non c’è, oggi”, ho pensato ad alta voce. E invece, giratami per mettere Davide al suo posto, l’ho vista lì, a fianco a dove si siede lui, con il suo timido sorriso. ”Bah, chissà perché l’avranno messa lì, stamattina… vabbè, ora lo siedo al posto di lei, che non mi sembra aver problemi, è inutile che stiano stretti con tutti questi sedili liberi!”
Legato e ben assicurato Davide al sedile, mi giro e vedo O. che guarda il posto affianco vuoto e cela malamente la sua delusione. ”Oh, ma… oh, scusa, non l’ho messo lì perché credevo… ehm… tutti questi posti liberi…” Mi sono sentita una schifezza, ma oramai era fatta, e gli schoolbus hanno i secondi contati.
In tutto questo, Davide non si è accorto di nulla. Gli uomini sono uomini già da bambini.
Atto secondo - Giovedì sera
Pigrazia- Insomma, oggi alla riunione ho parlato coi genitori di O. e gli ho raccontato del pasticcio che ho combinato.
Bostoniano - Che ti hanno detto?
P. - Alla fine ci siamo messi d’accordo, ma è stato troppo buffo. Dice che anche loro non si erano accorti di niente, che O. non aveva detto nulla e poi improvvisamente aveva voluto cambiare di posto, ma non avevano capito. Poi però il padre ha fatto mente locale e ha detto che qualche giorno fa sono passati per la nostra strada. Lui non sa dove abitiamo di preciso quindi, quando la figlia a un certo punto se n’è uscita con “Oh, Davide lives in SUCH a beautiful house!!!”, non ha capito perché lo dicesse. Ora però gli torna tutto!
B. - Ha ha ha! Ma che stranezza, più di un anno senza episodi particolari e ora improvvisamente a O. gli viene tutta questa frenesia di smuovere le acque…
P. - Dev’essere per le altre bambine. L’anno scorso erano soli nel pullmino, adesso ci sono queste altre due che fanno le maliziosette. Davide è il beato fra le donne, quindi O. deve aver sentito la competizione e deciso di far capire che c’era prima lei!
Atto terzo - Venerdì mattina (by Pigrazia)
Happy ending (come in un ogni blockbuster che si rispetti)
Ieri sera a scuola di Davide c’è stata l’Open House e tutte le famiglie erano in visita per esplorare (o riesplorare) la scuola, scambiare quattro chiacchiere con gli insegnanti e avere una scusa per vedere o rivedere facce vecchie e nuove.
A me, a parte tutto il resto, l’occasione è servita per rassicurarmi: con il suo sorrisino timido O. mi ha fatto capire che non era arrabbiata con me per quello che era successo la mattina.
Quindi, quando stamattina siamo scesi ad aspettare il pullmino ero piuttosto tranquilla, anche se ho ripetuto a Davide circa tre volte che si sarebbe seduto vicino alla bimba.
Lo schoolbus arriva, noi saliamo e io col cuore in gola noto che il consueto posto di O. è nuovamente vuoto: quindi o non c’è o è accanto al posto di Dado.
Mi giro, la vedo, le sorrido e mentre sto per dire a Davide: “Davide, ti siedi vicino a O. oggi?” per dare una parvenza di verità alla finzione scenica, lei, togliendo rapidamente la cartella dal posto a fianco e armandosi di tutto il suo fiato, dice:
“DavideTiVuoiSedereVicinoAMeStamattina???”
Sono uscita dall’autobus con le lacrime agli occhi: un po’ per il sollievo del lieto fine e molto perché stavo reprimendo a fatica la risata fragorosa che Bostoniano ha sentito appena mi sono tirata dietro la porta di casa.
Epilogo - Lunedì mattina
Pigrazia- Insomma, ieri sera ho chiesto a Davide se stamattina voleva sedersi per conto suo o vicino a O. e lui ha risposto “Vicino a O.” Siamo scesi, saliamo dentro l’autobus e O. stava seduta al posto suo che guardava da tutta un’altra parte.
Bostoniano - Mi fa pensare a quella rara vignetta dei Peanuts dove Lucy ha vinto una scommessa con Schroeder, ha diritto a un bacio, lui è già pronto con le labbra protese che dice “Una promessa è una promessa” e lei gli risponde “Lascia perdere, se questo è l’unico modo che ho per essere mai baciata da te non mi interessa”, lasciandolo di stucco.