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Bilingual rants of an expat, no longer at home in Italy, never really at home elsewhere.
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23 January 12

E oltre la torta?

Beh, oltre la torta c’è stato ovviamente dell’altro. Iniziamo dagli

Snack iniziali

Poca fantasia, qui: del Brie, del Manchego, salame, delle specie di crostini di pita biscottata, una specie di Guacamole non shpalmato - in pratica, avocado a cubetti condito con succo di lime in cui hanno marinato cipolla rossa, sale e peperoncino fresco a fettine, il tutto poi spruzzato di olio d’oliva

Per i bimbi

Pennette panna e prosciutto. Le faccio per loro e non posso esprimere quanto mi scocci che gli adulti se le finiscano dicendomi quanto sono buone. Voglio dire, uno si fa il mazzo tutto il giorno a fare la super-cena e quelli mi si mangiano le pennette panna e prosciutto, che io non toccherei manco con un palo… Vabbè, transeat. Quelle e le pizzette surgelate, che pure hanno avuto estimatori adulti.

Primo

Confesserò: era quasi una settimana che, letto questo post di Giapatoi, non riuscivo a levarmi dalla testa i pizzoccheri. Che sono tipo sei anni che non mangiavo, fatti da me. E, fatti da altri, forse trenta. Ora, il problema è che a Roma posso andare in qualunque alimentari un po’ di lusso e comprare i pizzoccheri secchi pronti, che faranno accapponare la pelle ai puristi ma per noi terròni inesperti vanno benissimo. Qui, invece, neanche a parlarne. Rinunciare? 

Ho optato per l’autarchia. Primo punto, convincere Pigrazia che sì, volevo proprio fortemente complicarmi così la vita. Secondo, trovare la farina di grano saraceno. Terzo, trovare una ricetta. Dopodiché, grazie anche al fondamentale contributo di Pigrazia (certe cose vanno fatte a quattro mani), ho preparato un chilo di pasta - ricetta standard, 800g farina di grano saraceno, 200g farina bianca, 500 ml acqua, due grossi pizziconi di sale, impastare brevemente nella planetaria, tirare a due-tre millimetri di spessore, tagliare in tante tagliatelle lunghe 6-7 cm - che poi ho lessato assieme a, diciamo, mezzo chilo di bieta e uno di patate a dadini, condito con tre etti e mezzo di fontina (quella ho trovato…), un paio d’etti abbondanti di burro fuso con salvia, pepe e aglio, e una pioggia di parmigiano. Mescolato bene il tutto in due zuppiere, è uscito questo:

Solo molto più porco, che qui è prima di finire di mescolare e non si vede il formaggio che fila. Temevo di doverne mangiare per il resto della settimana, invece ne sono avanzate circa 3 porzioni.

Secondo

Non pensavo che ci saremmo arrivati, ma comunque ho cercato di fare qualcosa che mi permettesse di non stare in cucina tutto il tempo durante la MIA festa. E, visto che gli spezzatini non sono fra le cose preferite di Pigrazia, ho tentato uno stracotto di manzo. Anche se la prossima volta non starò a farmi tanti problemi e seguirò il metodo standard (rosola la carne, cuoci piano piano con vino e verdure, separa il sugo e le verdure, passa il tutto, affetta la carne, versaci su la salsa), stavolta ho fatto così: ho rosolato in teglia parecchie carote, cipolle, scalogni e sedano a pezzotti, ci ho messo sopra due chili e mezzo di un pezzo di manzo adeguatamente grasso e nervosetto e già salato/pepato, ho chiuso la teglia con l’alluminio e messo il tutto in forno per 3 ore a neanche 150°. Ho poi tolto sugo e verdure, li ho fatti ridurre 20 minuti a parte, passati e aggiustati di sapore con 2 cucchiai di soia. Nel frattempo, ho rosolato la carne appoggiata su una griglia a 260 gradi col forno ventilato. Affettata e servita con su la sua salsa, è uscito questo:

Di contorno, patate e funghi cotti assieme al forno; ma la morte sua sarebbe stata la polenta, ora posso dirlo senza tema di smentita. Non avevo dato una lira al secondo, credevo che dopo quell’overdose di pizzoccheri non ci sarebbe arrivato nessuno. Della carne sono rimaste 2 porzioni scarse, del contorno nulla.

E poi, vabbè, la torta.

Regali? Certo. La vicina del piano di sotto, forte dell’idea che non si possono mai avere abbastanza pentole, mi ha regalato una magnifica pentola da 5 litri smaltata. Mia sorella è arrivata con questo:

che insomma, ha il suo bel perché.

Pigrazia, memore delle slittate con Davide in jeans e relativo culo bagnato dell’anno scorso, un paio di soprapantaloni impermeabili.

La coppia di amici con lui che fa la birra mi hanno regalato questo:

(Bostoniano lancia sguardi per niente rassicuranti agli animali da compagnia del vicinato)

Le colleghe giapponese e tedesca sono andate a svaligiare una piccola boutique di birre che hanno trovato loro, riportando una selezione di birre di diversa origine. Direi che il record della stranezza va a questa:

 

prodotta da questi qui in collaborazione con questi qui. Insomma, partire da Borgorose nel Reatino e, sette anni più tardi, fare una joint venture con una delle più sciccose microbirrerie del Delaware deve essere una bella soddisfazione.

E, insomma, tutto qui. Per essere partiti senza nessuna voglia di festeggiare, non male.

  1. bostoniano posted this
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Themed by Hunson. Originally by Josh