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Bilingual rants of an expat, no longer at home in Italy, never really at home elsewhere.
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21 May 12

Chiuso per dieta

O forse no. A seconda. Se mi gira, per la durata della dieta medesima, il blog diventerà un ricettario di quello che abbiamo mangiato nella ricerca di qualche piega di ciccia in meno. 

Per dire, oggi ho fatto un’insalata con 75 grammi di farro a testa, un paio di pomodori (acqua e semi nel condimento, polpa a dadini nell’insalata), un cipollotto tritato, sei olive tritate anche loro, quattro bocconcini di mozzarella affumicata a dadini. Condito il tutto con un po’ d’olio, il sugo dei pomodori, uno spruzzo di aceto, succo di limone e un cucchiaio di soia. Non dev’essere male

3 April 12

Indovinello

Che cos’è blu, frenetico, lercio di briciole di biscotto e grida “Cookie! Cookie! Cookie!”?

Se pensate a questo

non avete mai visto Alessandro col suo pigiama blu dopo la colazione

10 February 12

Poi dice “perché la ami”

S’immagini la presente scena: interno, sala da pranzo. Sei e mezza di sera. Un tavolo. Da una parte, un Davide con davanti un piatto di pasta e zucca, che mangia svogliatamente. Dall’altra parte, lievemente scostato dal tavolo (che se no sparecchierebbe), Alessandro su una specie di seggiolone. In mezzo, con davanti un laptop aperto su Scarabeo on line, Pigrazia sta nutrendo Alessandro con la mano destra mentre con la sinistra sta partecipando a una partita a quattro. Scarabeo on line è dotato di chat, in cui Pigrazia avvisa i giocatori che i bambini potrebbero richiedere attenzione improvvisa. Sanno che bisogna aver pazienza e sono giocatori molto corretti: quando Pigrazia è costretta a perdere il turno glielo fanno recuperare, saltando i propri.

In questo quadro, si presenta a sorpresa la vicina del piano di sotto, un po’ che non saliva. Durante l’inevitabile chiacchiera, Bostoniano chiama dal supermercato alcune volte per indicazioni sulla spesa. Ne consegue che Pigrazia si assenta a lungo dallo schermo. I correttissimi compagni di gioco attendono quattro turni pazientemente, ma sullo schermo della ciat iniziano ad alternarsi una ridda di ipotesi: i bambini? Una telefonata? La cena che brucia? Internet che è saltata?

Improvvisamente, Pigrazia torna. Si siede alla tastiera, digita 

POMPINO

chiudendo e vincendo la partita. Ai compagni di gioco esterrefatti offre frettolosamente questa spiegazione

“Scusate, il marito e la vicina…”

Sarebbe interessante sentire che lettura hanno dato dell’episodio gli altri giocatori.

Aggiornamento: Pigrazia fa presente di aver scritto “pompini”, non “pompino”. Quest’ultimo avrebbe potuto essere frainteso per la terza persona plurale del congiuntivo presente del verbo “pompare”, viceversa col plurale non c’era ambiguità

23 January 12

E oltre la torta?

Beh, oltre la torta c’è stato ovviamente dell’altro. Iniziamo dagli

Snack iniziali

Poca fantasia, qui: del Brie, del Manchego, salame, delle specie di crostini di pita biscottata, una specie di Guacamole non shpalmato - in pratica, avocado a cubetti condito con succo di lime in cui hanno marinato cipolla rossa, sale e peperoncino fresco a fettine, il tutto poi spruzzato di olio d’oliva

Per i bimbi

Pennette panna e prosciutto. Le faccio per loro e non posso esprimere quanto mi scocci che gli adulti se le finiscano dicendomi quanto sono buone. Voglio dire, uno si fa il mazzo tutto il giorno a fare la super-cena e quelli mi si mangiano le pennette panna e prosciutto, che io non toccherei manco con un palo… Vabbè, transeat. Quelle e le pizzette surgelate, che pure hanno avuto estimatori adulti.

Primo

Confesserò: era quasi una settimana che, letto questo post di Giapatoi, non riuscivo a levarmi dalla testa i pizzoccheri. Che sono tipo sei anni che non mangiavo, fatti da me. E, fatti da altri, forse trenta. Ora, il problema è che a Roma posso andare in qualunque alimentari un po’ di lusso e comprare i pizzoccheri secchi pronti, che faranno accapponare la pelle ai puristi ma per noi terròni inesperti vanno benissimo. Qui, invece, neanche a parlarne. Rinunciare? 

Ho optato per l’autarchia. Primo punto, convincere Pigrazia che sì, volevo proprio fortemente complicarmi così la vita. Secondo, trovare la farina di grano saraceno. Terzo, trovare una ricetta. Dopodiché, grazie anche al fondamentale contributo di Pigrazia (certe cose vanno fatte a quattro mani), ho preparato un chilo di pasta - ricetta standard, 800g farina di grano saraceno, 200g farina bianca, 500 ml acqua, due grossi pizziconi di sale, impastare brevemente nella planetaria, tirare a due-tre millimetri di spessore, tagliare in tante tagliatelle lunghe 6-7 cm - che poi ho lessato assieme a, diciamo, mezzo chilo di bieta e uno di patate a dadini, condito con tre etti e mezzo di fontina (quella ho trovato…), un paio d’etti abbondanti di burro fuso con salvia, pepe e aglio, e una pioggia di parmigiano. Mescolato bene il tutto in due zuppiere, è uscito questo:

Solo molto più porco, che qui è prima di finire di mescolare e non si vede il formaggio che fila. Temevo di doverne mangiare per il resto della settimana, invece ne sono avanzate circa 3 porzioni.

Secondo

Non pensavo che ci saremmo arrivati, ma comunque ho cercato di fare qualcosa che mi permettesse di non stare in cucina tutto il tempo durante la MIA festa. E, visto che gli spezzatini non sono fra le cose preferite di Pigrazia, ho tentato uno stracotto di manzo. Anche se la prossima volta non starò a farmi tanti problemi e seguirò il metodo standard (rosola la carne, cuoci piano piano con vino e verdure, separa il sugo e le verdure, passa il tutto, affetta la carne, versaci su la salsa), stavolta ho fatto così: ho rosolato in teglia parecchie carote, cipolle, scalogni e sedano a pezzotti, ci ho messo sopra due chili e mezzo di un pezzo di manzo adeguatamente grasso e nervosetto e già salato/pepato, ho chiuso la teglia con l’alluminio e messo il tutto in forno per 3 ore a neanche 150°. Ho poi tolto sugo e verdure, li ho fatti ridurre 20 minuti a parte, passati e aggiustati di sapore con 2 cucchiai di soia. Nel frattempo, ho rosolato la carne appoggiata su una griglia a 260 gradi col forno ventilato. Affettata e servita con su la sua salsa, è uscito questo:

Di contorno, patate e funghi cotti assieme al forno; ma la morte sua sarebbe stata la polenta, ora posso dirlo senza tema di smentita. Non avevo dato una lira al secondo, credevo che dopo quell’overdose di pizzoccheri non ci sarebbe arrivato nessuno. Della carne sono rimaste 2 porzioni scarse, del contorno nulla.

E poi, vabbè, la torta.

Regali? Certo. La vicina del piano di sotto, forte dell’idea che non si possono mai avere abbastanza pentole, mi ha regalato una magnifica pentola da 5 litri smaltata. Mia sorella è arrivata con questo:

che insomma, ha il suo bel perché.

Pigrazia, memore delle slittate con Davide in jeans e relativo culo bagnato dell’anno scorso, un paio di soprapantaloni impermeabili.

La coppia di amici con lui che fa la birra mi hanno regalato questo:

(Bostoniano lancia sguardi per niente rassicuranti agli animali da compagnia del vicinato)

Le colleghe giapponese e tedesca sono andate a svaligiare una piccola boutique di birre che hanno trovato loro, riportando una selezione di birre di diversa origine. Direi che il record della stranezza va a questa:

 

prodotta da questi qui in collaborazione con questi qui. Insomma, partire da Borgorose nel Reatino e, sette anni più tardi, fare una joint venture con una delle più sciccose microbirrerie del Delaware deve essere una bella soddisfazione.

E, insomma, tutto qui. Per essere partiti senza nessuna voglia di festeggiare, non male.

13 January 12
You should be da-a-an-cing! YEEEEE! 
(o anche: ora iniziano i guai)

You should be da-a-an-cing! YEEEEE! 

(o anche: ora iniziano i guai)

8 January 12
El Mariachi

El Mariachi

12 December 11

So'ppadrone da'a lingua! (2)

  • Davide: Dov'è Babbo Natale?
  • Bostoniano: Eh, non lo puoi vedere. Specialmente in questo periodo, è occupatissimo. Considera che, fra neanche due settimane, in una notte sola deve farsi il giro del mondo con una slitta a consegnare i regali ad ogni singolo bambino. Ci vuole organizzazione. Quindi, in questi giorni è lì rinchiuso che lavora a manetta e si prepara per il giro.
  • Davide: È la VAGINA di Natale?
  • Pigrazia e Bostoniano: O_o
  • Bostoniano: (colto da subitanea ispirazione) Davide, la VIGILIA di Natale.
  • Davide: Ah
7 December 11

So'ppadrone da'a lingua!

  • Bostoniano (confondendosi coi nomi, causa età incalzante: Pigra…Davide, sbrigati, fai pipì che ti devo asciugare
  • Davide: Io sono Davide. Non sono mamma. Ho un pisellino, non una vagiAina
  • Bostoniano: Essù, almeno dillo in italiano. Che si direbbe “vagina”…
  • Davide: Vagina?
  • Bostoniano: … ma è troppo scientifico. Chiamala “patatina”.
  • Davide: Patatina
  • Bostoniano: E in inglese, magari potresti dire…
  • Pigrazia (dall’altra stanza): In inglese “vagiAina”, non lo confondere!
  • Bostoniano: Ma non c’è magari un corrispettivo infantile di…
  • Pigrazia: VagiAina! Dicono “vagiAina”.
  • Davide: VagiAina
  • Pigrazia: E come si dice, invece, “pisellino”?
  • Davide (con accento Yankee correttissimo): Pìsel!
  • #Bostonians' household #demenzialità
2 December 11
Un nano molto triste e malato…

Un nano molto triste e malato…

Posted: 10:08 AM

Alla ricerca del Bokor maledicente

Xanthippe ha avuto una settimana infernale, a quanto racconta. Leggerlo ha scatenato il mio spirito competitivo: la nostra, in particolare questi ultimi tre giorni, fa sospettare che qualcuno giù ad Haiti ha deciso di punzecchiare un paio di bambole, chissà perché. Pigrazia ha già fatto un resoconto sul suo facciabuco, per chi ha accesso. Per i facciabucoresistenti, come me, mi pregio regalare una piccola cronaca.

Iniziamo da lunedì: si decide di non mandare Davide a scuola per evidente incimurrimento e febbre.

Martedì, mi arriva una telefonata da Pigrazia che non posso prendere perché sono in riunione. Richiamo e non può parlare lei: “Siamo ancora dal pediatra e Davide sta facendo una lastra, poi ti dico”.

Ah.

Una lastra.

Che cazzo sarà???

Qualche minuto dopo, richiama: la lastra era stata richiesta dal pediatra per escludere la possibilità che Davide si fosse preso la polmonite che, a quanto pare, sta girando. La possibilità non viene del tutto esclusa dalla lastra e per Davide si apre un trattamento di antibiotici e sintomatici vari. E niente scuola. La notte, a una cert’ora, Davide si trasferisce nel nostro letto e io nel suo. Pigrazia fa mezza notte in bianco.

Mercoledì inizia Alessandro. Stessa trafila: pediatra, lastra, antibiotici, sintomatici. Solo che il malessere lo sente ovviamente più di Davide. Pigrazia se li prende in camera entrambi. L’unico che dorme almeno un po’ è Davide. In tutto questo, nel pomeriggio la lavastoviglie fighetta inizia a bippare sparando un minaccioso F1 sul display. Il manuale dice “stacca tutto e chiama il tecnico”. Dopo aver consultato un po’ di forum e parlato con l’amico praticone, smonto i cassetti, asciugo la vaschetta di recupero, piazzo un phon per togliere tutto l’umido dal sensore, rimonto. Un cassetto funziona, l’altro boh.

Giovedì, Pigrazia si alza: è ovviamente una larva coi nervi a fior di pelle. Va in bagno e inizia a ridere, “C’hai presente, potrebbe andar peggio? Mi sono iniziate(*)”. E il riso si tramuta in un pianto frustrato. In giornata, la vicina scampanella alla porta: “Qualcuno ti si è fatto lo specchietto della macchina”. Esco a vedere, in effetti pezzi del medesimo mi guardano tristemente da terra. L’assicurazione mi dice che certo che sarebbe coperto, solo che ho una franchigia di 500 dollari che sono a carico mio. Davide intanto è un leone in gabbia a cui hanno somministrato erba gatta tagliata con la coca, continua a cercare sistemi di cacciarsi nei guai. Alessandro sta sempre male, con tendenza al peggioramento in tarda serata. 

Preparazione della cena: Pigrazia ha tenuto patate, carote, cotenna di prosciutto e scorze di parmigiano a sobollire per buona parte del pomeriggio, tutto quel che c’è da fare per una pasta e patate di portata epocale è calarci la pasta. Me ne occupo mentre Pigrazia cambia i bambini e, nel mentre, mi distraggo a guardare Vauro che presenta le sue vignette da Santoro. Solo 4 minuti, ma la pasta si asciuga e si attacca. Io la trovo buonissima comunque, ma Pigrazia mi odia.

La lavastoviglie, precedentemente testata con apparente successo, si riallaga e va in protezione. La svuoto, apro i cassetti, chiudo corrente e acqua (credo) e tutti a letto, Pigrazia da Alessandro e Davide da noi.

Venerdì, 5 del mattino: Davide, nonostante un record di affidabilità di tutto rispetto, se la fa addosso. Lo sveglio (“hai fatto pipì?” “No!” “Guarda che sei tutto bagnato” “No!”), lo cambiamo, mettiamo un asciugamano sulla macchia e si torna a cercare di dormire.

Un paio d’ore dopo, mi alzo per cercare di rimontare la lavastoviglie prima che i nani escano dalla zona notte. Una simpatica colata d’acqua viene a farmi le feste, segno evidente che la lavastoviglie richiede l’intervento di qualcuno più qualificato. Che si presenta a una quarantina di minuti dalla chiamata, sistema tutto in un paio d’orette, prende 360-dicansi-360 dollari e se ne va. In seguito, dato che Alessandro non accenna a stare meglio lo riporto dal pediatra. Sentirsi dire che è tutto normale consola solo fino a un certo punto, come si capirà.

Che dire, siamo qui. Il temporale è in pausa, forse sta persino andandosene, ma gli strascichi ci sono: la mia uscita con l’ex batterista di Who’s 1st in lenta ripresa da una crisi depressiva salta a martedì, la pianificata gita di shopping di Pigrazia con moglie dell’amico birraiolo mentre io, l’amico suddetto e i nani ci vediamo a casa dell’amico per fare le pizze salta a data da destinarsi. Forse avrei fatto meglio ad offrire un pezzo di tacchino ai Loa…

(*) no, non stiamo cercando di procreare ulteriormente, era solo la frustrazione per quella che al momento sembrava la ciliegina sulla torta (e invece era solo la glassa del primo strato)

30 November 11

Frasi storiche

Davide, dopo aver visto il video del post precedente:

“È un’amica di mamma?”

(se ne traggano le dovute conseguenze)

Posted: 5:23 PM

Hai voluto la lavastoviglie fighetta?

In realtà no, me la sono trovata. Bellissima, stilosissima, tennologgica, due cassetti indipendenti. Niente da dire, una figata. 

Una figata che

  • vuole un ben preciso tipo di detersivo: polvere e solo polvere (niente pasticche, niente gel)
  • è molto esigente in materia di cosa metterci e dove
  • come corollario di quanto sopra, si scassa spesso
  • ovviamente, il servizio di assistenza è a cura di Tiffany

E quindi, il vostro affezionatissimo si è già improvvisato due volte tènnoco. La prima volta se l’è cavata reincollando una ventolina a un alberino, risolvendo un problema di cassetto allagato. Stavolta ha dovuto smontare tutto il cassetto ed asciugare la cassetta di recupero, perché pare che un sensore ipersensibile abbia deciso che la lavastoviglie sta allagando casa. Ora la lavastoviglie è spalancata, con un phon dentro e due nani curiosi trattenuti a fatica.

Nell’attesa di verificare se si è risolto qualcosa, mi consolo proponendovi un piccolo classico

  

13 November 11
Una SCATOLA!!! Tutta per ME!!! Ma vi rendete conto, la FORTUNA???

Una SCATOLA!!! Tutta per ME!!! Ma vi rendete conto, la FORTUNA???

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Themed by Hunson. Originally by Josh