E, quando non nevica davanti alla casa di Boston, nevica davanti alla casa di Roma

Avete quel milione e centomila dollari che vi cresce? Non vi disturba il freddo? Vi piace l’immersione totale nella natura? La vita di città vi va stretta? E, soprattutto, tutte le volte che vedete un film di fantascienza vi dite “ma che belle case che hanno questi?
Beh, ho la soluzione per voi! Fatemi sapere quando vi trasferite, nel caso.
Allora, mi ritrovo a dover fare una scelta complicata e sofferta. Cominciamo col presentarvi gli oggetti del contendere

Questa la potremmo chiamare “True colours rupestre”. Realizzata su mie specifiche da un liutaio nel 1990, disegni courtesy of my dear friend GiuGlio, è stata prestata per esigenze professionali al fratello che anni fa si fece un paio di tour e dischi con Piero Pelù. Non essendoci più le esigenze professionali ed essendoci in compenso due figlie più (notizia di oggi) un maschietto in arrivo, il fratello mi prega di levargliela di torno.

Questa la chiameremo invece “nascita dei desideri liquidi”. La chitarra è un Frankenstein assemblato da pezzi di varia natura. Nasceva in un elegante orange sunburst, ma mi sembrava troppo poco bbòra rispetto all’altra - e poi ero in fissa coi Living Colour, che potete saperne. Quindi, ho fornito chitarra e un disegno di Dalì a un tizio che aerografava caschi e serbatoi di motociclette. Questa è rimasta in comodato d’uso a un amico la cui voce della coscienza (in forma di moglie) ha fatto presente che la casa è piccola e la bimba ormai ha un’età per cui una stanzetta tutta per lei SENZA CHITARRE IN PRESTITO FRA LE PALLE ci starebbe proprio bene.
Pigrazia, come regalo di Natale, mi consente di portarmene una appresso negli Stati Uniti - l’altra, se va di lusso, seguirà l’anno prossimo. Tenuto conto che sono entrambe pezzi de core, voi quale vi portereste? Si apre il diBBattito nei commenti!
…sodomizzare un pollo con una lattina di birra da mezzo litro vuota per tre quarti per tenerlo dritto e sollevato mentre arrostisce?

Viene benissimo