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Bilingual rants of an expat, no longer at home in Italy, never really at home elsewhere.
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24 May 12

Decisioni al giorno 4 di dieta

Nonostante i discreti risultati, non posso continuare a mescolare spezie a caso e sperare che mi esca un credibile piatto indiano, anche perché iniziano a sapere tutti della stessa cosa.
Devo proprio cularmi la faccia, andare a importunare qualche indiano nella mia azienda e farmi consigliare un libro di cucina.

Tags: manducatio
20 February 12
Smoked salmon, shaved beets and watercress salad with citronette and horseradish (courtesy of Jamie Oliver)

Smoked salmon, shaved beets and watercress salad with citronette and horseradish (courtesy of Jamie Oliver)

23 January 12

E oltre la torta?

Beh, oltre la torta c’è stato ovviamente dell’altro. Iniziamo dagli

Snack iniziali

Poca fantasia, qui: del Brie, del Manchego, salame, delle specie di crostini di pita biscottata, una specie di Guacamole non shpalmato - in pratica, avocado a cubetti condito con succo di lime in cui hanno marinato cipolla rossa, sale e peperoncino fresco a fettine, il tutto poi spruzzato di olio d’oliva

Per i bimbi

Pennette panna e prosciutto. Le faccio per loro e non posso esprimere quanto mi scocci che gli adulti se le finiscano dicendomi quanto sono buone. Voglio dire, uno si fa il mazzo tutto il giorno a fare la super-cena e quelli mi si mangiano le pennette panna e prosciutto, che io non toccherei manco con un palo… Vabbè, transeat. Quelle e le pizzette surgelate, che pure hanno avuto estimatori adulti.

Primo

Confesserò: era quasi una settimana che, letto questo post di Giapatoi, non riuscivo a levarmi dalla testa i pizzoccheri. Che sono tipo sei anni che non mangiavo, fatti da me. E, fatti da altri, forse trenta. Ora, il problema è che a Roma posso andare in qualunque alimentari un po’ di lusso e comprare i pizzoccheri secchi pronti, che faranno accapponare la pelle ai puristi ma per noi terròni inesperti vanno benissimo. Qui, invece, neanche a parlarne. Rinunciare? 

Ho optato per l’autarchia. Primo punto, convincere Pigrazia che sì, volevo proprio fortemente complicarmi così la vita. Secondo, trovare la farina di grano saraceno. Terzo, trovare una ricetta. Dopodiché, grazie anche al fondamentale contributo di Pigrazia (certe cose vanno fatte a quattro mani), ho preparato un chilo di pasta - ricetta standard, 800g farina di grano saraceno, 200g farina bianca, 500 ml acqua, due grossi pizziconi di sale, impastare brevemente nella planetaria, tirare a due-tre millimetri di spessore, tagliare in tante tagliatelle lunghe 6-7 cm - che poi ho lessato assieme a, diciamo, mezzo chilo di bieta e uno di patate a dadini, condito con tre etti e mezzo di fontina (quella ho trovato…), un paio d’etti abbondanti di burro fuso con salvia, pepe e aglio, e una pioggia di parmigiano. Mescolato bene il tutto in due zuppiere, è uscito questo:

Solo molto più porco, che qui è prima di finire di mescolare e non si vede il formaggio che fila. Temevo di doverne mangiare per il resto della settimana, invece ne sono avanzate circa 3 porzioni.

Secondo

Non pensavo che ci saremmo arrivati, ma comunque ho cercato di fare qualcosa che mi permettesse di non stare in cucina tutto il tempo durante la MIA festa. E, visto che gli spezzatini non sono fra le cose preferite di Pigrazia, ho tentato uno stracotto di manzo. Anche se la prossima volta non starò a farmi tanti problemi e seguirò il metodo standard (rosola la carne, cuoci piano piano con vino e verdure, separa il sugo e le verdure, passa il tutto, affetta la carne, versaci su la salsa), stavolta ho fatto così: ho rosolato in teglia parecchie carote, cipolle, scalogni e sedano a pezzotti, ci ho messo sopra due chili e mezzo di un pezzo di manzo adeguatamente grasso e nervosetto e già salato/pepato, ho chiuso la teglia con l’alluminio e messo il tutto in forno per 3 ore a neanche 150°. Ho poi tolto sugo e verdure, li ho fatti ridurre 20 minuti a parte, passati e aggiustati di sapore con 2 cucchiai di soia. Nel frattempo, ho rosolato la carne appoggiata su una griglia a 260 gradi col forno ventilato. Affettata e servita con su la sua salsa, è uscito questo:

Di contorno, patate e funghi cotti assieme al forno; ma la morte sua sarebbe stata la polenta, ora posso dirlo senza tema di smentita. Non avevo dato una lira al secondo, credevo che dopo quell’overdose di pizzoccheri non ci sarebbe arrivato nessuno. Della carne sono rimaste 2 porzioni scarse, del contorno nulla.

E poi, vabbè, la torta.

Regali? Certo. La vicina del piano di sotto, forte dell’idea che non si possono mai avere abbastanza pentole, mi ha regalato una magnifica pentola da 5 litri smaltata. Mia sorella è arrivata con questo:

che insomma, ha il suo bel perché.

Pigrazia, memore delle slittate con Davide in jeans e relativo culo bagnato dell’anno scorso, un paio di soprapantaloni impermeabili.

La coppia di amici con lui che fa la birra mi hanno regalato questo:

(Bostoniano lancia sguardi per niente rassicuranti agli animali da compagnia del vicinato)

Le colleghe giapponese e tedesca sono andate a svaligiare una piccola boutique di birre che hanno trovato loro, riportando una selezione di birre di diversa origine. Direi che il record della stranezza va a questa:

 

prodotta da questi qui in collaborazione con questi qui. Insomma, partire da Borgorose nel Reatino e, sette anni più tardi, fare una joint venture con una delle più sciccose microbirrerie del Delaware deve essere una bella soddisfazione.

E, insomma, tutto qui. Per essere partiti senza nessuna voglia di festeggiare, non male.

7 December 11

Mai provato a…

…sodomizzare un pollo con una lattina di birra da mezzo litro vuota per tre quarti per tenerlo dritto e sollevato mentre arrostisce?

Viene benissimo

2 December 11

E ora, qualcosa di completamente diverso

Ma sì, torniamo indietro di una settimana e parliamo della cena del Ringraziamento, che l’avevo promesso. Tutto inizia grossomodo quando, chiacchierando con l’amico birraiolo di cui al post precedente, si verificano i programmi per la cena del ringraziamento e si scopre che loro sono liberi.

Apro una parente: l’amico birraiolo e famiglia sono un’acquisizione piuttosto recente ma fondamentale. Lei di Roma, lui di Imola, entrambi simpaticissimi, hanno un figlio di un annetto meno di Davide che però ci tratta da pari a pari e con cui si divertono molto. In più, caratteristica fondamentale, per mettersi d’accordo per vedersi basta una telefonata volante, senza bisogno di fare piani possibilisti a sei settimane di distanza come con quasi tutti quelli che ci circondano qui. Quindi, ci stiamo frequentando a manetta. Chiusa la parente.

Insomma, una sera lui mi si presenta con la versione cartacea di questo PDF qui, aperta a quella che nel PDF è pagina due. Decidere che avremmo provato a rifarla è stato presto fatto. Si è poi parlato rapidamente di altre varie ed eventuali ed è partita la snervante attesa.

Sabato prima del Ringraziamento, siamo usciti a fare le prime spese. Innanzitutto, preso un tacchino non troppo caro ma neanche proprio di batteria. Secondo, trovato qui una gallina vecchia da brodo, una rarità (ah, scusatemi che sciccheria il logo. Donne, non ditemi che non vorreste anche voi l’esclusivo perizoma!).

Il lunedì invece sono tornato dal nostro meno frequentato ma sempre teneramente amato Russo’s a prendere frutta e verdura.

Lunedì sera, ho messo a bollire acqua, alloro, mandarini, un finocchio a fette, sale, zucchero e miele. Dopo 5 minuti di bollore ho spento, raffreddato con ghiaccio, ci ho unito 3 bottiglie di Allagash Belgian Tripel e ho messo il tutto da parte.

Martedì mattina ho trasferito tutta la marinata in una busta assieme al tacchino, sistemato il tutto in un frigo da picnic con qualche pacco di ghiaccio e chiuso nel garage.

Mercoledì, il birraiolo ha sobollito lungamente la gallina in acqua con ossa e verdure, facendo un brodo che si tagliava col coltello e che ha riposato al freddo fino al giorno dopo per sgrassarsi.

Giovedì a ora di pranzo ho estratto il tacchino dalla marinata, l’ho asciugato, messo sullo spiedo e caricato sul grill a carbone, che la giornata lo consentiva. Mentre il tacchino era lì a girare, ho messo a bollire fettine di mela cotogna in acqua, zucchero e limone. Dopo un’oretta abbondante, ci ho aggiunto i cranberry, spezie classiche da vin brulé e del vinaccio rosso di bassa lega, cuocendo altri venti minuti circa. Pigrazia mi ha aiutato sbucciando un misto di patate dolci, zucca, rape rosse e arancioni, pastinaca, che ho poi messo in forno con noci, castagne lesse, olio d’oliva, poco sale e pepe e una spruzzata di sciroppo d’acero.

Ho messo poi sul fuoco una padella con ritagli di tacchino, qualche dado di lardo, carote, sedano e cipolla a pezzi. Dopo aver fatto colorare bene ho aggiunto del vino per deglassare, il sugo raccolto sotto lo spiedo, un po’ di brodo; ho levato le carni e frullato i vegetali, ottenendo un ottimo “gravy” senza bisogno di addensare con la farina.

Nel frattempo, sono arrivati gli ospiti: la signora del piano di sotto, con torta di mele e torta di zucca; mia sorella con un paio di amici e parecchio vino; infine, birraiolo e famiglia con brodo e ingredienti. Appena varcata la soglia, lui ha messo il brodo a riscaldarsi e inizia ad impastare parmigiano, uova, pane grattato, noce moscata e scorza di limone. La moglie invece ha unito la carne della gallina a insalata e ha condito tutto con senape, maionese, capperi, cetriolini.

Beh, a questo punto il menù è intuibile:

  • Passatelli in brodo di gallina
  • Tacchino allo spiedo profumato alla birra e mandarino con il suo sugo e salsa di cranberry e mele cotogne
  • Ortaggi dolci arrosto con sciroppo d’acero
  • Insalata di gallina
  • Torta di mele, torta di zucca

Prove iconografiche, quasi nulla; ma un piatto di tacchino e verdure ve lo voglio far vedere. Buon Ringraziamento in ritardo!

 

27 October 11

Momento Obelix

Ma lo sapete che è successo ieri? Ma sono quattro anni! No, non del blog Splinder ibernato (che sarebbero 5) ma di matrimonio con la Pigrazia. Che se l’era scordato, rendendomi la sorpresa molto più facile.

Dirò solo il posto del misfatto: Craigie on Main. E l’elenco dei capi d’accusa:

  1. Amuse bouche: per Pigrazia, polpa di riccio e una cosa verde non identificata. Per me, saucisson sec con rapa rossa in salamoia. Eccezionale il primo, buono il secondo
  2. Antipasto: per Pigrazia, trio di terrine (ai tre fegati, coppa di testa, paté de campagne) con orologio di accompagnamenti vari. Per me, ragù di funghi selvatici con fettine di salsiccia di cinghiale e sanguinaccio, con un uovo semicrudo e fiori/foglie di nasturzio. Eccezionali entrambi, grande soddisfazione nel vedere che anche loro usano i fiori e le foglie di nasturzio come il qui presente sinceramente vostro
  3. Il clou, il momento Obelix: testa di maialino confit e rosolata in forno. Carne morbidissima, tessuto connettivo completamente convertito in gelatina, pelle croccante. Servita con salsa di sambal e boudin noir, verdure in salamoia e crepes di riso con cui confezionare involtini, era ancora meglio banalmente col pane e un pizzico di sale. Pigrazia è riuscita anche a mangiarsi l’occhio, cosa che onestamente per me è stata troppo. Lasciato solo un teschio molto pulito
  4. Pallina di sorbetto di uva fragola: oltre ad essere buonissimo, dotato di un vivacissimo tannino che ha ripulito la lingua dai (parecchi) grassi residui
  5. Dolce al cioccolato amaro. Non c’è bisogno che mi dilunghi
  6. Assaggio di yogurt di capra con appena un po’ di mela cotogna e zenzero
  7. Biscottino al cioccolato

Si è bevuto: un bicchiere di Beaujolais Village (Pigrazia), uno di Cotes du Rhone e uno di Saumur (io). 

Siamo colpevoli e felici di esserlo.

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Themed by Hunson. Originally by Josh