Bene, a quanto pare Google sta “consolidando le privacy policy dei diversi servizi”. Tradotto, Google sta anche consolidando quelli che erano dati sugli utenti raccolti in maniera isolata fra loro in un unico, grande calderone in cui incrociare dati a piacimento (e magari fornirli a chi ne faccia richiesta, correlando il video su Youtube in cui facevi il cazzone alla festa di capodanno e il tuo posto di lavoro disponibile su Google+)
Non è che sia possibile impedire che quello che si mette su Internet si risappia; mi pare tuttavia cosa buona e giusta che diversi attori - magari concorrenti - debbano mettersi d’accordo fra loro per poter incrociare i dati. Quindi, ho già provveduto ad eliminare tutti i miei feed RSS preferiti (voi, cari miei) dal reader di Google e a trasferirli altrove; ho eliminato un sacco di casi miei dal mio profilo; ho chiuso l’account Youtube; e probabilmente, cosa che non credevo avrei mai detto, chiuderò il mio account Google+ per passare (orrore) su Facciabuco. Per l’hosting delle foto e dei video vedrò, le prime ormai ci sono settemila posti che non sono Picasa, i secondi non è che ne posto granché.
Insomma, che tocca fa’!
Avete un account Twitter? Date un’occhiata all’hashtag #Twittercensored. Oppure, leggete qui (in italiano) o qui (in inglese).
Per farla breve, Twitter dice: ora raggiungiamo nazioni che hanno un’idea di libertà d’espressione diversa dalla nostra. Se il locale governo lo richiede, oscuriamo il tweet per quella nazione.
Fantastico. Mesi e mesi con i media che ci raccontavano come i partecipanti alla Primavera Araba si coordinassero con i social media e Twitter in particolare, durante i quali Twitter ha incassato i benefici di immagine dell’essere stato strumento di libertà. Ora, improvvisamente, tutto alle ortiche perché la penetrazione in certi mercati è più importante.
Che dire, se è vero che si sta coordinando uno sciopero per domani, parteciperò. E invito altri twittatori a fare altrettanto.
A quanto pare, Splinder - storica piattaforma blog italiana su cui era ospitato il mio blog prima del passaggio a Tumblr - potrebbe chissà, magari, forse, stare per chiudere. Sto perciò organizzando una fuga dei miei archivi su un’altra piattaforma, tanto per avere un backup. Non escludo di organizzare un backfill qui, anche se Tumblr non è proprio adatto a certi miei post storici (avevo coniato il tag “prolisseide” apposta). Molti fra gli splinderiani con cui sono in contatto stanno facendo altrettanto… Chi vivrà, vedrà. Peccato.