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Bilingual rants of an expat, no longer at home in Italy, never really at home elsewhere.
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17 April 12

Consigli di Bostoniano per menu nutrizionalmente corretti

Se avete una padella con dentro un’appetitosissima miscela di fondo e grasso di pollo rimasta dalla cena dei bambini e vi ritrovate della cicoria lessa che stavate per ripassare con aglio, olio e peperoncino, potrebbe venirvi la malsana idea di ripassarla invece nel ben di dio di cui sopra.

Potete anche decidere di farlo, l’importante è che la cicoria poi faccia da contorno a qualcosa tipo un caprino di vacca fat-free e non di più. Se, viceversa, state per servire la vostra famosa pancetta grigliata, l’accoppiamento è un’idea suicida

10 April 12

Nuove frontiere della tecnologia

I più informati avranno già sentito dei Google Glasses, occhiali in grado di fornire a chi li indossa una “visione aumentata”. Cos’è questo monumento? Zac, in sovraimpressione tutte le informazioni. Che ora sarà? Ecco in alto a destra l’orologio. Mi sono perso, che faccio? Una freccia mi indica la direzione da prendere. E così via.

Beh, posso solo dire una cosa: se la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho sentito di questi occhiali è che ci si potrebbe realizzare la versione definitiva e davvero funzionante di questi qui

state tranquilli che ci sta già lavorando attivamente qualcuno. Quindi, se quando incontrate qualcuno coi Google Glasses notate che vi guarda insistentemente con un’espressione atteggiata a un sorriso compiaciuto, regolatevi.

(Se invece siete uno sviluppatore Android coi controcoglioni con esperienza in applicazioni che confrontano le immagini o uno con qualche centinaio di migliaia di euro che non sa come investire, parliamo: ho una vision)

5 April 12
Non ho molto da aggiungere, se non un grato pensiero

electricized:

Marshall
Jim Marshall, the father of Marshall Amps, just passed away at 88. Marshall’s goal was to provide a cheaper alternative to american made amps without sacrificing quality. Mission accomplished Jim. His first amp, the JTM 45, got immediate adoption from the british scene (Townshend, Hendrix, Blackmore and many more) and helped define the rock sound of the sixties. Today, Marshall amp is part of popular culture and some pieces are considered iconic. Marshall is dead, long live Marshall.

Non ho molto da aggiungere, se non un grato pensiero

electricized:

Marshall

Jim Marshall, the father of Marshall Amps, just passed away at 88. Marshall’s goal was to provide a cheaper alternative to american made amps without sacrificing quality. Mission accomplished Jim. His first amp, the JTM 45, got immediate adoption from the british scene (Townshend, Hendrix, Blackmore and many more) and helped define the rock sound of the sixties. Today, Marshall amp is part of popular culture and some pieces are considered iconic. Marshall is dead, long live Marshall.

Reblogged: electricized

Tags: varie
22 March 12
Buffo come, nonostante in vita mia abbia avuto varie Stratocaster di cui non mi sono mai innamorato, e al momento abbia una Telecaster come unica chitarra Fender di un parco di 5, io mi senta profondamente fenderiano e ami soprattutto la Stratocaster. Dev’essere che l’archetipo Fender è così vicino alle mie corde che le sue manifestazioni reali di rado sono all’altezza - almeno, quelle che non costano quanto un’automobile. Comunque sia, condivido il pensiero grato per l’uomo che le ha inventate che riporto qui sotto

electricized:

The World without Leo
Today is the 21st anniversary of Leo Fender’s death. 
Hard to imagine what the world would have been without Leo. For sure, there wouldn’t have been any tele, strat, or any other caster. In fact, there wouldn’t have been any Fender at all. If Clapton, Vaughan, Gilmour, Richards, Knopfler and hundreds of others didn’t come across one of his creations, perhaps they would not have managed to unleash as much talent as they did. Jimi Hendrix without his stratocaster?
Most certainly, the horde of guitarists that we are would have a very different shape, our record collection could be miles away from today, and this very present blog might not even exist.
Yes, M. Fender, Put aside a few slices of gratitude to the elders (thirties, forties) we owe you almost everything. You are very much missed.

Buffo come, nonostante in vita mia abbia avuto varie Stratocaster di cui non mi sono mai innamorato, e al momento abbia una Telecaster come unica chitarra Fender di un parco di 5, io mi senta profondamente fenderiano e ami soprattutto la Stratocaster. Dev’essere che l’archetipo Fender è così vicino alle mie corde che le sue manifestazioni reali di rado sono all’altezza - almeno, quelle che non costano quanto un’automobile. Comunque sia, condivido il pensiero grato per l’uomo che le ha inventate che riporto qui sotto

electricized:

The World without Leo

Today is the 21st anniversary of Leo Fender’s death. 

Hard to imagine what the world would have been without Leo. For sure, there wouldn’t have been any tele, strat, or any other caster. In fact, there wouldn’t have been any Fender at all. If Clapton, Vaughan, Gilmour, Richards, Knopfler and hundreds of others didn’t come across one of his creations, perhaps they would not have managed to unleash as much talent as they did. Jimi Hendrix without his stratocaster?

Most certainly, the horde of guitarists that we are would have a very different shape, our record collection could be miles away from today, and this very present blog might not even exist.

Yes, M. Fender, Put aside a few slices of gratitude to the elders (thirties, forties) we owe you almost everything. You are very much missed.

(Source: electricized)

Reblogged: electricized

Tags: musica varie
Posted: 9:59 AM

Bizzarrie climatiche e catastrofismi

Correva il 2005. Mio padre venne in visita per la prima volta per vedere come si era sistemato il figlio fuggitivo. Avendo lui preso allegramente sottogamba le mie raccomandazioni di portarsi cose calde, ma davvero calde, che qui fa freddo, ma davvero freddo, ho dovuto prestargli un mio giaccone. Così attrezzato, lo abbiamo portato in gita fuori porta a Cape Cod. Durante il viaggio, sulle scarpate lungo la strada poté ammirare gli alberi coperti da uno spesso strato di neve e l’occasionale lastrone di ghiaccio.

Corre il 2012. Quest’inverno sono caduti in tutto 20 centimetri di neve in luogo degli usuali due metri. Mentre sto scrivendo, la temperatura sta issandosi verso i 30 gradi centigradi (anche se domani precipiterà a 12).

Magari il riscaldamento globale non c’entra niente, ma qualcosa mi dice che i meteorologi catastrofisti che annunciano una stagione eccezionale per uragani e tornado potrebbero non stare sognandosi tutto

8 March 12
Forse non dovrebbe stupirmi che il Gabibbo sia copiato da qualcosa… Il bello è che C’È stata una denuncia e una causa, e Mediaset l’ha vinta (leggere “Controversy” qui). Insomma, per le cose importanti tipo Gallo Winery vs Consorzio Gallo Nero ci caliamo le mutande, per le stupidaggini che riguardano Berlusconi riusciamo a tenere alta la crestina…
collegehumor:

WKU Mascot Holding a Baby
It makes about as much sense as whatever that costume is supposed to be.

Forse non dovrebbe stupirmi che il Gabibbo sia copiato da qualcosa… Il bello è che C’È stata una denuncia e una causa, e Mediaset l’ha vinta (leggere “Controversy” qui). Insomma, per le cose importanti tipo Gallo Winery vs Consorzio Gallo Nero ci caliamo le mutande, per le stupidaggini che riguardano Berlusconi riusciamo a tenere alta la crestina…

collegehumor:

WKU Mascot Holding a Baby

It makes about as much sense as whatever that costume is supposed to be.

(Source: College Humor)

Reblogged: collegehumor

20 February 12

Sapevatelo, con Bostoniano

Quando comprate delle rape rosse fresche, ad esempio per usarle a crudo nell’insalata di salmone affumicato, rape rosse e crescione, può capitare che ve le diano con il ciuffo di foglie sano. Se le foglie sono in buone condizioni (e dovreste controllare che lo siano, così sapete che le rape sono fresche) non buttatele assolutamente ma potatele con gesto deciso, lavatele abbondantemente e saltatele, direttamente in padella (con un coperchio, da levare dopo qualche minuto) con aglio, olio e peperoncino. Avrete così rimediato un ottimo contorno compreso nel prezzo delle rape. Oh, sputateci su…

Tags: ricette varie
23 January 12

E oltre la torta?

Beh, oltre la torta c’è stato ovviamente dell’altro. Iniziamo dagli

Snack iniziali

Poca fantasia, qui: del Brie, del Manchego, salame, delle specie di crostini di pita biscottata, una specie di Guacamole non shpalmato - in pratica, avocado a cubetti condito con succo di lime in cui hanno marinato cipolla rossa, sale e peperoncino fresco a fettine, il tutto poi spruzzato di olio d’oliva

Per i bimbi

Pennette panna e prosciutto. Le faccio per loro e non posso esprimere quanto mi scocci che gli adulti se le finiscano dicendomi quanto sono buone. Voglio dire, uno si fa il mazzo tutto il giorno a fare la super-cena e quelli mi si mangiano le pennette panna e prosciutto, che io non toccherei manco con un palo… Vabbè, transeat. Quelle e le pizzette surgelate, che pure hanno avuto estimatori adulti.

Primo

Confesserò: era quasi una settimana che, letto questo post di Giapatoi, non riuscivo a levarmi dalla testa i pizzoccheri. Che sono tipo sei anni che non mangiavo, fatti da me. E, fatti da altri, forse trenta. Ora, il problema è che a Roma posso andare in qualunque alimentari un po’ di lusso e comprare i pizzoccheri secchi pronti, che faranno accapponare la pelle ai puristi ma per noi terròni inesperti vanno benissimo. Qui, invece, neanche a parlarne. Rinunciare? 

Ho optato per l’autarchia. Primo punto, convincere Pigrazia che sì, volevo proprio fortemente complicarmi così la vita. Secondo, trovare la farina di grano saraceno. Terzo, trovare una ricetta. Dopodiché, grazie anche al fondamentale contributo di Pigrazia (certe cose vanno fatte a quattro mani), ho preparato un chilo di pasta - ricetta standard, 800g farina di grano saraceno, 200g farina bianca, 500 ml acqua, due grossi pizziconi di sale, impastare brevemente nella planetaria, tirare a due-tre millimetri di spessore, tagliare in tante tagliatelle lunghe 6-7 cm - che poi ho lessato assieme a, diciamo, mezzo chilo di bieta e uno di patate a dadini, condito con tre etti e mezzo di fontina (quella ho trovato…), un paio d’etti abbondanti di burro fuso con salvia, pepe e aglio, e una pioggia di parmigiano. Mescolato bene il tutto in due zuppiere, è uscito questo:

Solo molto più porco, che qui è prima di finire di mescolare e non si vede il formaggio che fila. Temevo di doverne mangiare per il resto della settimana, invece ne sono avanzate circa 3 porzioni.

Secondo

Non pensavo che ci saremmo arrivati, ma comunque ho cercato di fare qualcosa che mi permettesse di non stare in cucina tutto il tempo durante la MIA festa. E, visto che gli spezzatini non sono fra le cose preferite di Pigrazia, ho tentato uno stracotto di manzo. Anche se la prossima volta non starò a farmi tanti problemi e seguirò il metodo standard (rosola la carne, cuoci piano piano con vino e verdure, separa il sugo e le verdure, passa il tutto, affetta la carne, versaci su la salsa), stavolta ho fatto così: ho rosolato in teglia parecchie carote, cipolle, scalogni e sedano a pezzotti, ci ho messo sopra due chili e mezzo di un pezzo di manzo adeguatamente grasso e nervosetto e già salato/pepato, ho chiuso la teglia con l’alluminio e messo il tutto in forno per 3 ore a neanche 150°. Ho poi tolto sugo e verdure, li ho fatti ridurre 20 minuti a parte, passati e aggiustati di sapore con 2 cucchiai di soia. Nel frattempo, ho rosolato la carne appoggiata su una griglia a 260 gradi col forno ventilato. Affettata e servita con su la sua salsa, è uscito questo:

Di contorno, patate e funghi cotti assieme al forno; ma la morte sua sarebbe stata la polenta, ora posso dirlo senza tema di smentita. Non avevo dato una lira al secondo, credevo che dopo quell’overdose di pizzoccheri non ci sarebbe arrivato nessuno. Della carne sono rimaste 2 porzioni scarse, del contorno nulla.

E poi, vabbè, la torta.

Regali? Certo. La vicina del piano di sotto, forte dell’idea che non si possono mai avere abbastanza pentole, mi ha regalato una magnifica pentola da 5 litri smaltata. Mia sorella è arrivata con questo:

che insomma, ha il suo bel perché.

Pigrazia, memore delle slittate con Davide in jeans e relativo culo bagnato dell’anno scorso, un paio di soprapantaloni impermeabili.

La coppia di amici con lui che fa la birra mi hanno regalato questo:

(Bostoniano lancia sguardi per niente rassicuranti agli animali da compagnia del vicinato)

Le colleghe giapponese e tedesca sono andate a svaligiare una piccola boutique di birre che hanno trovato loro, riportando una selezione di birre di diversa origine. Direi che il record della stranezza va a questa:

 

prodotta da questi qui in collaborazione con questi qui. Insomma, partire da Borgorose nel Reatino e, sette anni più tardi, fare una joint venture con una delle più sciccose microbirrerie del Delaware deve essere una bella soddisfazione.

E, insomma, tutto qui. Per essere partiti senza nessuna voglia di festeggiare, non male.

18 January 12
E per oggi non dico altro (credit: theoatmeal.com)

E per oggi non dico altro (credit: theoatmeal.com)

17 January 12
Se pensavo di essere al sicuro su Tumblr…
nedhepburn:

It was good while it lasted, folks.

Se pensavo di essere al sicuro su Tumblr…

nedhepburn:

It was good while it lasted, folks.

(Source: amyohconnor)

Reblogged: nedhepburn

Posted: 2:21 PM

Annuncio economico

Avete quel milione e centomila dollari che vi cresce? Non vi disturba il freddo? Vi piace l’immersione totale nella natura? La vita di città vi va stretta? E, soprattutto, tutte le volte che vedete un film di fantascienza vi dite “ma che belle case che hanno questi?

Beh, ho la soluzione per voi! Fatemi sapere quando vi trasferite, nel caso.

2 December 11

E ora, qualcosa di completamente diverso

Ma sì, torniamo indietro di una settimana e parliamo della cena del Ringraziamento, che l’avevo promesso. Tutto inizia grossomodo quando, chiacchierando con l’amico birraiolo di cui al post precedente, si verificano i programmi per la cena del ringraziamento e si scopre che loro sono liberi.

Apro una parente: l’amico birraiolo e famiglia sono un’acquisizione piuttosto recente ma fondamentale. Lei di Roma, lui di Imola, entrambi simpaticissimi, hanno un figlio di un annetto meno di Davide che però ci tratta da pari a pari e con cui si divertono molto. In più, caratteristica fondamentale, per mettersi d’accordo per vedersi basta una telefonata volante, senza bisogno di fare piani possibilisti a sei settimane di distanza come con quasi tutti quelli che ci circondano qui. Quindi, ci stiamo frequentando a manetta. Chiusa la parente.

Insomma, una sera lui mi si presenta con la versione cartacea di questo PDF qui, aperta a quella che nel PDF è pagina due. Decidere che avremmo provato a rifarla è stato presto fatto. Si è poi parlato rapidamente di altre varie ed eventuali ed è partita la snervante attesa.

Sabato prima del Ringraziamento, siamo usciti a fare le prime spese. Innanzitutto, preso un tacchino non troppo caro ma neanche proprio di batteria. Secondo, trovato qui una gallina vecchia da brodo, una rarità (ah, scusatemi che sciccheria il logo. Donne, non ditemi che non vorreste anche voi l’esclusivo perizoma!).

Il lunedì invece sono tornato dal nostro meno frequentato ma sempre teneramente amato Russo’s a prendere frutta e verdura.

Lunedì sera, ho messo a bollire acqua, alloro, mandarini, un finocchio a fette, sale, zucchero e miele. Dopo 5 minuti di bollore ho spento, raffreddato con ghiaccio, ci ho unito 3 bottiglie di Allagash Belgian Tripel e ho messo il tutto da parte.

Martedì mattina ho trasferito tutta la marinata in una busta assieme al tacchino, sistemato il tutto in un frigo da picnic con qualche pacco di ghiaccio e chiuso nel garage.

Mercoledì, il birraiolo ha sobollito lungamente la gallina in acqua con ossa e verdure, facendo un brodo che si tagliava col coltello e che ha riposato al freddo fino al giorno dopo per sgrassarsi.

Giovedì a ora di pranzo ho estratto il tacchino dalla marinata, l’ho asciugato, messo sullo spiedo e caricato sul grill a carbone, che la giornata lo consentiva. Mentre il tacchino era lì a girare, ho messo a bollire fettine di mela cotogna in acqua, zucchero e limone. Dopo un’oretta abbondante, ci ho aggiunto i cranberry, spezie classiche da vin brulé e del vinaccio rosso di bassa lega, cuocendo altri venti minuti circa. Pigrazia mi ha aiutato sbucciando un misto di patate dolci, zucca, rape rosse e arancioni, pastinaca, che ho poi messo in forno con noci, castagne lesse, olio d’oliva, poco sale e pepe e una spruzzata di sciroppo d’acero.

Ho messo poi sul fuoco una padella con ritagli di tacchino, qualche dado di lardo, carote, sedano e cipolla a pezzi. Dopo aver fatto colorare bene ho aggiunto del vino per deglassare, il sugo raccolto sotto lo spiedo, un po’ di brodo; ho levato le carni e frullato i vegetali, ottenendo un ottimo “gravy” senza bisogno di addensare con la farina.

Nel frattempo, sono arrivati gli ospiti: la signora del piano di sotto, con torta di mele e torta di zucca; mia sorella con un paio di amici e parecchio vino; infine, birraiolo e famiglia con brodo e ingredienti. Appena varcata la soglia, lui ha messo il brodo a riscaldarsi e inizia ad impastare parmigiano, uova, pane grattato, noce moscata e scorza di limone. La moglie invece ha unito la carne della gallina a insalata e ha condito tutto con senape, maionese, capperi, cetriolini.

Beh, a questo punto il menù è intuibile:

  • Passatelli in brodo di gallina
  • Tacchino allo spiedo profumato alla birra e mandarino con il suo sugo e salsa di cranberry e mele cotogne
  • Ortaggi dolci arrosto con sciroppo d’acero
  • Insalata di gallina
  • Torta di mele, torta di zucca

Prove iconografiche, quasi nulla; ma un piatto di tacchino e verdure ve lo voglio far vedere. Buon Ringraziamento in ritardo!

 

22 November 11

Organo: Robby Krieger. Sintetizzatori: il pazzo che faceva gli effetti audio per i Beatles. Base musicale: primi Killing Joke. Voce: puro Paul Weller. Quest’uomo ancora riesce a stupirmi

21 November 11

Lezioncina: come commentare qui

Dunque, una delle critiche più frequenti (l’altra essendo “il nuovo blog fa cagare) che mi vengono fatte su questo blog, e che pare che effettivamente impedisca ad alcune persone di interagire, è che non si capisce come commentare.

Ne sono vieppiù esterrefatto: non è peggio che lasciare un commento su altri blog non avendo l’account. Tuttavia, sperando di aumentare il traffico di quel paio di persone, lascio un po’ di istruzioni.

Quando venite sul mio blog, vedete tutti i post in sequenza - fin qui, tutto normale. In cima ad ogni post, c’è una barretta che recita

19 NOVEMBER 11  NO COMMENT AND NO REACTION | 196 NOTES

Se fate clic su un punto qualunque della barretta, si apre il post in vista individuale. Al di sotto compare uno spazio rettangolare con scritto “Type your comment here”. Ci scrivete dentro i vostri insulti e fate clic su “Post as”. Si apre una finestrina in cui indicare la vostra email (che non si vedrà), il vostro nome/nick e, scegliendo il link apposito, l’URL del vostro blog. Clic su “Post Comment” e avete fatto.

Ah, potete anche farvi un account Disqus e postare come utenti di quella piattaforma, o entrare con un’identità a scelta fra Facebook, Twitter, Google, Open ID e Yahoo. Ma quello non ve lo spiego: è probabile che, se avete una di queste identità, sappiate già come fare.

E ora… vi attendo numerosi quali particelle di sodio!

18 November 11
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Themed by Hunson. Originally by Josh